Sapori antichi: la marmellata e lo sciroppo di corniole

In questo periodo i  mercati rionali delle strade della Turchia sono invasi da ceste piene di corniole mature. In Italia abbiamo quasi dimenticato questo frutto modesto, ma qua lo si usa ancora molto per marmellate e sciroppi. Ricca di vitamina C e antiossidanti, la corniola é un frutto “difficile”, se non é perfettamente matura allappa ed é immangiabile.

http://www.sakaryahalk.com/48595-kizilcik-pazarda-haberi.html

Mi é venuta voglia di provare a fare la marmellata e lo sciroppo di corniole perché avevo voglia di provare qualcosa di diverso ed ho pensato che se non mi fosse piaciuto troppo il sapore avrei comunque potuto utilizzarle nei dolci al posto del colorante, visto il bel rosso vivace.

Invece mi sono piaciute entrambe, lo sciroppo é molto profumato e leggermente aspro, ottimo come bibita in acqua ghiacciata o divino sopra il gelato fior di latte. Con la marmellata ho fatto delle raviole che sono sparite nel giro di una merenda.

Ecco dunque le ricette e le foto della marmellata e dello sciroppo di corniole.

Marmellata di corniole:

Ingredienti

  • 500 gr di corniole
  • 1 bicchiere d’acqua
  • 2 bicchieri di zucchero
  • 1 chiodo di garofano
  • 1 stecca di cannella
  • 1 mela piccola

Procedimento

  1. Dopo aver lavato e asciugato le corniole  e la mela mettetele a cuocere con un bicchiere d’acqua e le spezie. Cuocerle bene, fino a quando la polpa si staccherà leggermente dal nocciolo
  2. Quando saranno intiepidite, passatele al setaccio, in maniera tale che il nocciolo si separerà completamente dal nocciolo.
  3. In una pentola mettete il pure di frutta e lo zucchero e cuoceteli fino a che prendono consistenza
  4. Quando vi sembra pronta, fate la prova: mettete una goccia di marmellata su un piattino di ceramica: se la goccia si indurisce e non scorre via, la marmellata é pronta.
  5. Metterla immediatamente in vasetti sterilizzati, avvitare il coperchio e capovolgere il vasetto.

Sciroppo di corniole

Ingredienti

1,5 litri di acqua

500 gr di corniole

3 bicchieri di zucchero

Procedimento

  1. Lavare e asciugare le corniole, mettere a bollire nell’acqua per circa 20-30 minuti
  2. Separare il succo dalle corniole
  3. Passare le corniole al setaccio in modo da ottenere il purè. Raccogliete il purè in una garza e mettetelo a sgocciolare in maniera tale da spremere tutto il succo possibile.
  4. Mettere insieme il succo ottenuto al punto 2. con quello ottenuto al punto 3, aggiungere lo zucchero e mescolare fino a quando non é completamente assorbito.
  5. Conservare  lo sciroppo in bottiglie di vetro al buio
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La Cheesecake giapponese e la storia del gatto Nana

Stavo per chiudere questo blog, visto che da mesi non ci scrivevo più, non perché avessi smesso di leggere o cucinare, ma perché non riuscivo più’ a trovare le parole o la giusta ispirazione. Mi sembrava ormai solo una perdita di tempo. Non riesco pero’ a prendere la decisione finale e ogni volta che sto per chiuderlo, eccomi a dirmi, proviamo un’altra volta!

L’occasione é arrivata dopo aver letto Cronache di un gatto viaggiatore di Hiro Arikawa, tradotto da Daniela Guarino.

Per me, che amo i gatti e la letteratura giapponese (confesso di aver studiato anche il giapponese, ma adesso non mi ricordo praticamente niente) il titolo ha esercitato un fascino irresistibile. Il romanzo non mi ha deluso, l’ho letto in un fiato. E’ la storia di un gatto di strada che diventa gatto di casa e animale guida di Satoru, un giovane pieno d’amore e dolcissimo. Come potete immaginare la storia é tenera e triste, talvolta narrata in terza persona e altre narrata direttamente dal gatto Nana, che é molto spiritoso e ci fa sorridere con le sue battute. Senza rovinare il gusto di leggere il romanzo, posso aggiungere un’ultima cosa, Nana ha una mascherina tigrata (come la mia gatta, nella foto) ma é un maschio, un gatto maschio a tre colori é una vera rarità e Nana ne era molto fiero, fino a quando il veterinario non l’ha deluso dicendo che macchie cosi piccole non contano!

Della cucina giapponese so fare molto poco, il sushi casalingo che mi ha insegnato la mia amica Miyuki e delle palline di riso di cui mia figlia é ghiotta e che ho imparato a fare da una mamma giapponese della nostra scuola elementare in Svezia.

Da molto tempo pero’ desideravo cimentarmi nella Cheese cake giapponese, la cui ricetta impazza sulla rete in tutte le lingue. Ho provato questa che ho preso dal Cucchiaio d’Argento ed ho modificato solo leggermente in base ad alcune ricette che avevo letto.

Gli ingredienti sono semplici ma la procedura é difficile, io ho fatto un errore e la torta si é abbassata parecchio.

Oggi proverò di nuovo e vediamo cosa succede…

Ingredienti 

• 120 g di zucchero a velo senza amido

• 250 g di formaggio spalmabile tipo Philadelphia

• 100 g di panna fresca

• 60 g di burro

• 6 uova a temperatura ambiente

• 40 g di farina 00

• 40 g di amido di mais

• 4 g di cremor tartaro

• la scorza di 1 limone

• alcune gocce di estratto di vaniglia

• un pizzico di sale

Preparazione

  • Il formaggio va ammorbidito riscaldandolo a bagnomaria e mischiandolo con una frusta (ricordatevi di usare una terrina piuttosto grande). I tuorli vanno aggiunti ad uno ad uno facendo attenzione che il primo sia stato assorbito.
  • Togliete la terrina dal bagnomaria ed aggiungete meta dello zucchero, una volta assorbito, aggiungete anche la farina e l’amido setacciati insieme. 
  • Sciogliete il burro nella panna ed aggiungetelo al composto dei tuorli. Il risultato é una crema liscia ed omogenea a cui adesso aggiungerete sale, estratto di vaniglia e scorza grattugiata di limone.
  • Montate adesso gli albumi, appena si forma un po’ di schiuma si aggiunge il cremor tartaro ed il resto dello zucchero e si smette di montare quando il composto é lucido e cremoso, ma non troppo montato (qui é dove ho fatto l’errore io, montandolo stile meringa)
  • Piano piano, mescolando con una spatola dal basso verso l’alto (come si fa con il pan di spagna) aggiungete L’albume montato alla crema di tuorli.
  • Questa é  la dose perfetta per uno stampo (preferibilmente ad anello) di 22 cm di diametro. Foderatelo all’interno con carta da forno e all’esterno con carta stagnola
  • La ricetta dice di cuocere la torta in forno ma a bagnomaria, 15 minuti a 200 gradi e 15 minuti a 160 gradi. Io l’ho cotta nel forno combinato mettendo il programma di cottura a vapore a 99 gradi.
  • Una volta cotta la torta va lasciata riposare in forno per 40 minuti senza aprire lo sportello, poi, secondo le ricette inglesi va cosparsa di zucchero a velo e frutta e mangiata tiepida, secondo le ricette in italiano va tenuta in frigo per almeno 4 ore (se riuscite a resistere buon per voi, noi l’abbiamo mangiata tiepida)

Anche se si era abbassata era davvero buonissima ed é sparita in 24 ore!

Easiest Than Ever Apple Cake

“Dawsey shook Sidney’s hand, but he did not come in for apple cake when we got to Juliet’s house. It was a little sunk in the middle, but tasted fine.” 

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Isola, the herbalist of “The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society” is trying to use her newly discovered detective skills to prove Dawsey affection for Remi, a French girl who has been imprisoned during the WWII with the founder of the Literary society, Elizabeth. I decide to present this super easy apple cake with the words of Isola, because they describe so well the cooking skills of Juliet, the central character of this novel. But this recipe could have been introduced by any of the Russian Classic as actually it is a Russian traditional cake, the apple charlotte and the recipe, as it is, has been given to me by my dear Russian friend, Feride.

It is not only super easy, but also moisty, fluffy and light, yes! Light, as it is fat free.

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Ingredients:

1 cup of flour

1 cup of sugar

4 eggs

the zest of 1 lemon

1 teaspoonful of baking powder

3 medium apples

Directions:

Grease or cover with baking sheet a mould of 25 cm. and preheat the oven at 170 C.

Peel apples and remove the cores. Slice them into thin half-moon shapes. 

Beat eggs with hand or mixer until they’re frothy.

Add sugar gradually, mixing until the mixture is nearly white.

Add flour and the baking powder, and combine to form batter.

Arrange apples in circular layers on the bottom of the  pan.

Pour the batter over apples

Bake about 30-45 minutes (check by inserting a toothpick)

Allow to cool completely before removing the mold

Enjoy! 

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Bath Buns for a gamekeeper

Hagrid poured them tea and offered them a plate of Bath buns but they knew better than to accept; they had had too much experience with Hagrid’s cooking. (Harry Potter and the prisoner of Azkaban, ch.14)

Hagrid, the half giant gamekeeper of Hogwarts, does not enjoy a reputation of a good cook but his treacle fudge is going to be very handy for Harry Potter in this same novel.   

But what about those buns? They are named after the town of Bath in the southwest of England and it is one of the places beloved by Jane Austen that placed many central episodes of her novels there (think about Persuasion or Northanger Abbey).

There is a large debate on the origins of those buns, they are either attributed to Sally Lunn a French Huguenot refugees during the period that bring the recipe with her, or to the physician William Oliver. I had a look to my personal bible, when we are speaking about English food, that is Lady Carlotte Campbell Bury, The Lady’s Own Cookery Book, were there are two different versions for the buns, one, it doesn’t resemble to a bun at all, rather a biscuit. The second one is the one that I present here, a bit adapted to modern taste.

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Ingredients

For the dough:

250 g. milk

10g. dried yeast

650g. white flour

3 tbs of sugar

½ teaspoon of salt

280 gr. butter

50 gr. sultanas or cranberry

For the finishing:

4 tbs sugar

2tbs water

3 tbs of sugar pearls

Directions

Warm the milk with the butter, until the butter is completely melted.

Combine the flour, sugar and salt in a bowl. Add the milk and butter, then bring together into a dough. Knead until is elastic.

Put the dough in a warm place for 2 hours or until doubled in size.

Turn the dough out on to a floured surface add the sultana or the cranberries and work them in. 

Take small pieces of the dough a prepare the round buns.

Allow the buns to rise in a warm place until doubled in size.

Preheat the oven to 180°C. Cook in the oven for 20-25 minutes or until golden brown

Make a syrup by mixing the sugar and the water in a pot and bring it to boil. Brush the syrup over the buns as soon as they came out of the oven. Sprinkle sugar pearls on the top.

Serve with jam and whipped cream.

Finally, I don’t know if I am a good cook but, Hagrid, sorry, I am better than you!

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Aunt Petunia’s Lemon Meringue Pie

In Italian here

“During the lemon meringue pie, Uncle Vernon bored them with a long talk about Grunnings, his drill-making company; then Aunt Petunia made coffee and Uncle Vernon brought out a bottle of brandy.”Can I tempt you, Marge?”Aunt Marge had already had quite a lot of wine. Her huge face was very red.”Just a small one, then,” she chuckled. “A bit more than that… and a bit more… that’s the ticket.”Dudley was eating his fourth slice of pie. Aunt Petunia was sipping coffee with her little finger sticking out. Harry really wanted to disappear into his bedroom, but he met Uncle Vernon’s angry little eyes and knew he would have to sit it out.”

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It is from the second chapter of Harry Potter and the Prisoner of Azkhaban. Uncle Venon’s sister (as unpleasing as her brother) is visiting the Dursley and they are having lemon meringue pie as a dessert, it is the conclusion of the dinner, but unfortunately the start of a nasty argument for Harry Potter.

Lemon merin2sgue pie is more American than British, but the choice, I suppose, is due to aunt Petunya “wannabe” behaviors. The original recipe for the curd in this pie has a very intense lemon taste, for this reason I offer also a less intense version of the curd.

 

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Pie Crust

300 gr. flour

150 gr. cold butter

150 gr. sugar

1 teaspoon of lemon zest

½ teaspoon of raising power

Intense lemon filling

3 egg yolks

160 gr sugar

30 gr cornstarch

3 tbs water

3 lemon (juice and zest)

100 gr heavy cream

Less intense lemon filling

4 egg yolks

160 gr sugar

3 lemon (juice and zest)

400 ml water

2  tbs butter

Meringue Topping:

2 egg whites

200 gr powder sugar

a few drops of lemon juice

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For the crust, combine all the ingredients in the bowl of a food processor. Briefly mix with the tip of your fingers until the dough starts to clump together. Gather the dough t in a ball, , wrap it in plastic wrap, and refrigerate it for a minimum of 2 hours, but better for one night.

Roll out the dough in a circle and fit a pie pan. Prick the bottom and sides with a fork. Spread a sheet of baking paper inside the pie crust. Fill the crust with pie weights or beans and bake until the crust is dry and set, about half an hour at 180 C. minutes. Remove from the oven and set aside.

For the filling, combine the sugar, cornstarch, and water in a small bowl and stir until the cornstarch is dissolved.  In saucepan put lemon juice and when it is warm add the cornstarch mix, stirring constantly, until the mixture thickens. Whisk in the yolks and continue cooking and stirring until the mixture is thick. Remove from the heat and add the butter. Stir gently until fully incorporated.

For the meringue, beat the egg whites and half of sugar until soft mounds form. Add the remaining sugar gradually with the help of a spatula mixing with a top-down movement.

To assemble the pie, pour the filling into the crust. With a piping bag pipe swirls on the top of the lemon filling.

Place again in the oven, under the grill until the Meringa topping get a nice golden brown color.

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Crostata meringata al limone

In English here

La crostata meringata al limone è un dolce appariscente e patinato, la scelta perfetta per concludere una cena a casa Dursley, sarebbe bastato non tirare in ballo i genitori di Harry Potter…

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“…al momento della meringata al limone, zio Vernon li tediò tutti con un lungo discorso sulla Grunnings, la sua ditta produttrice di trapani; poi zia Petunia fece il caffè e zio Vernon tirò fuori una bottiglia di brandy.

«Un bicchierino, Marge?»
Zia Marge aveva già bevuto parecchio. Il suo faccione era molto rosso. «Ma sì, appena appena» disse ridacchiando. «Un po’ di questo, un po’ di

quello… come il ragazzo».
Dudley stava facendo sparire la quarta fetta di meringata. Zia Petunia beveva il caffè con il mignolo teso. Harry avrebbe tanto voluto eclissarsi in camera sua, ma incontrò lo sguardo furioso di zio Vernon e capì che doveva resistere.”

È il secondo capitolo di Harry Potter e il prigioniero di Azkhaban. Dai Dursley c’è ospite la sorella di zio Vernon, antipatica come il resto della famiglia e alla fine della cena viene servita una meringata che conclude dolcemente il pasto ma apre una conversazione amara.

Con meringata viene tradotto l’originale lemon meringue pie che in realtà appartiene più alla tradizione Americana che a quella inglese.

La ricetta che vi propongo ha una crema di limone molto, molto intensa, ma offrirò anche una versione meno “limonosa”

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Ingredienti

Per la pastafrolla:

300 gr. farina

150 gr. burro freddo

150 gr. zucchero

la buccia di un limone grattugiata

(io metto anche una punta di lievito in polvere che rende la pasta meno compatta, ma la versione originale non ne prevede la presenza)

Per la crema al limone (gusto intenso)

3 tuorli d’uovo

160 gr di zucchero

30 gr di maizena

3 cucchiai di acqua

3 limoni (succo e buccia grattugiata)

100 gr di panna

2 cucchiai di burro

Per la crema al limone (Gusto meno intenso)

4 tuorli d’uovo

160 gr di zucchero

il succo e la buccia di due limoni

400 ml di acqua

due cucchiai di burro

Per la Meringa:

2 bianchi d’uovo

200 gr di zucchero a velo

qualche goccia di limone

Istruzioni:

Preparate le pastafrolla mischiando insieme tutti gli ingredienti. Impastate il meno possibile, ed usando solo la punta delle dita per evitare che l’impasto si scaldi. Formate un panetto e mettetelo a riposare in frigo per almeno due ore (meglio se per tutta la notte).

Stendete la pastafrolla alta pochi millimetri e ricoprite uno stampo imburrato oppure foderato di carta da forno. Punzecchiate leggermente l’impasto, appoggiatevi sopra della carta da forno e copritelo con dei ceci secchi perché rimanga in forma. Cuocete per circa mezz’ora a 180 gr.

Preparate la crema mischiando insieme zucchero e maizena e aggiungendo l’acqua in modo che si formi un composto privo di grumi, mettere il succo e la buccia di limone a scaldare in una casseruola, quando è vicino al punto di ebollizione aggiungere la crema di zucchero e maizena e mescolando con una frusta, aspettate qualche minuto che si addensi. A questo punto abbassate leggermente il fuoco e aggiungete i tuorli, mischiando energicamente, quando la crema ha assorbito i tuorli, aggiungete la panna ed il burro, una volta che anche questi saranno assorbiti, togliete dal fuoco e aspettate che si freddi.

Preparate le meringhe montando a neve ben ferma due chiare d’uovo con meta dello zucchero. Una volta montate, aggiungere il resto dello zucchero ed incorporarlo con una spatola, dal basso verso l’alto per evitare che il composto si sgonfi.

Quando la crema ed il guscio di pastafrolla saranno ben freddi, potete passare all’assemblaggio della torta. Mettete il guscio di pastafrolla in un piatto da portata e riempitelo con la crema al limone. Con l’aiuto di una siringa o di un sac-a-poche coprite la torta con ciuffi di meringa. Mettete pochi minuti in forno con funzione grill. Quando è pronta mettete la torta a riposare in frigo per almeno un paio di ore prima di servirla.

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